Fausta Cialente - Cortile a Cleopatra - Garzanti, 1966
(Alessandria d'Egitto 29 Aprile 1931)
Se Albert Camus l'avesse letto si capirebbe come mai lo straniero che incede sulla sabbia sembri respirare la stessa atmosfera di Mario nel “cortile di Cleopatra” al margine di Alessandria d'Egitto.
Camus avrebbe avuto modo di leggere questo romanzo del 1931 prima di pubblicare “Lo Straniero”.
Se non l'ha letto allora è stata quella infinita striscia di sabbia che percorre tutto il sud del mediterraneo ad accomunarlo a Fausta Cialente nel descrivere un caldo che attanaglia l'animo facendolo tremolare come l'aria che s'alza sopra la terra infuocata.
Per via di “Ballata Levantina” immaginavo una Fausta Cialente tutta trine e merletti nel mondo fatato dei coloniali nell'Egitto delle Belle Epoque, mentre questo cortile è quello assolato di un quartiere povero dove si incrociano idiomi diversi uniti dalla necessità.
La storia di Marco è quella di tutti: Che fare della propria vita?
Ma non è la storia il centro del romanzo.
E' il calore del levante che si sente pesante sopra ogni cosa e che di tutto fa dubitare.
25.02.2008
gianni romizi