NINO SALVANESCHI – Sirènide – CORBACCIO MILANO 1926
Grotte di fronte ai faraglioni col mare che schiuma, un vaga idea di antri e di atmosfere venefiche alla Valerio Evangelisti, ma il paragone è azzardato.
Nel 1926 Evangelisti, forse))), non c'era e Nino Salvaneschi vagava da solitario erudito tra ogni sorta di leggenda.
Giusto a metà di “Sirénide” questo sfoggio d'erudizione , forse non voluto, toglie comunque ritmo alla bella storia partita veloce con quei telegrammi incalzanti all'amico:<<Ho bisogno di te. Accorri subito, se mi ricordi ancora fraternamente. Vieni>>.
E' un romanzo di semi fantasy, con un buon ritmo, dove l'immaginazione anni ‘20 costruisce mondi segreti partendo dai miti del passato nell'isola di Capri che è ricca di leggende.
Alla 308ettesima ed ultima pagina, aperta col tagliacarte quasi a spillarla, c'è un pentagramma che contiene un frammento di un'opera di Vincenzo Giusmini ch'è la colonna sonora per la rima:
<<“Riposa, o sole,
Riposa,
T'attende la notte
Tua sposa”.>>
Chiederò a mio fratello di suonarla al piano, magari mi commuovo anche io come Franco Marini)))))
27.10.2002
gianni romizi