LUCIANO ZUCCOLI - Farfui - Garzanti 1941
La storia che i romanzetti di mia nonna bruciarono come il resto del "ciarpame"
al momento di cambiare casa negli anni '60 non mi è mai piaciuta. Probabilemnte
è per questo che sto cercando di colmare il vuoto rastrellando
romanzi ingiallii dalle copertine leggere in tutti i mercatini di
Perugia. Semplifico, ho appena letto una magnifica storia: "Farfui" di
Luciano Zuccoli. Il nome mi diceva vagamente qualcosa; forse due righe
in un qualche volume scolastico.... All'interno il solito drammone borghese
raccontato con quelle espressioni desuete che danno l'idea del
tempo che fù, ma, meraviglia, rendono attuale il passato. I sentimenti
sono quelli, i problemi sono simili, la vita scorre.
Zuccoli lo vedo vicino a Balzac, Joan Austen, W.Sommerset Vougan, Louis Bromfield, Fogazzaro.
Nella retrocopertina Garzanti del 1941 sono citati almeno una ventina di
suoi romanzi assieme a varie novelle.
Evidentemente Zuccolia a suo tempo ebbe successo. Ma perchè si gira
intorno ai soliti grandi nomi, spesso anglofoni, e scrittori
come lui non diventano evergreen?
Forse oggi è possibile riscoprire il nostro recente passato perchè il
ventennio è lontano, il rock ampiamente digerito e "Per chi suona
la campana" riposa greve nello stomaco . Dunque perchè non scoprire altri
minimalismi, altre vite quotidiane che non Anne Tyler o "IL dio
delle piccole cose". Orsù, un pò d'autarchia)))))))
sgoms
:::zan
23.03.2002
gianni romizi